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RIFORMA UNIVERSITARIA: RIDUZIONE DRASTICA DEI CFU RICONOSCIUTI
13/01/2010

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RIFORMA UNIVERSITARIA: ULTIMA OCCASIONE PER I PROFESSIONISTI!
19/11/2009

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al disegno di legge sull’università del Ministro Mariastella Gelmini, infatti sarà definitivamente cambiato il regime di riconoscimento crediti in base all’esperienza professionale: appena la legge entrerà in vigore, gli Atenei non potranno concedere più di 12 CFU (attualmente ne possono concedere fino a 60). A questo punto è opportuno procedere con l’iscrizione, prima che la legge diventi definitivamente attuativa e prima che gli Atenei si adeguino mediante la modifica degli statuti interni. Questa è la definitiva ultima occasione per ottenere un equo riconoscimento del proprio valore/sapere professionale.


Si comunica che gli orari della Studies sono i seguenti:
Dal Lunedì al Venerdì:
> dalle 08:30 alle 12:30
> dalle 15:00 alle 18:30
Per informazioni contattare il numero 335.7667271...

Ieri il Ministro al Corriere della sera
15/09/2009

In una lunga intervista rilasciata al Corriere Della Sera, il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, affronta la tematica della riforma scolastica, ultima attenzione rivolta alla riforma Universitaria “Tra ottobre e novembre partirà l'esame in Parlamento"....

Gelmini: dopo le elezioni la riforma dell'università
27/05/2009

Martedì 26 maggio 2009 13.06

La riforma per l'università italiana approderà al Consiglio dei Ministri "molto presto", ma in ogni caso dopo le elezioni. A confermarlo è il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, a margine oggi a Milano di un convegno organizzato dal Popolo della libertà. La riforma arriverà al Cdm "molto presto - ha spiegato il ministro - ho deciso di non far coincidere la proposta di una riforma così importante con la campagna elettorale, augurandomi che si possa discutere di questo tema in maniera molto responsabile. Questo perché non è più rinviabile una riforma del sistema universitario, con riferimento alla necessità di un ricambio generazionale ma anche di una gestione efficiente ed efficace e risparmiosa delle risorse pubbliche" "Quindi - ha concluso - immediatamente dopo questa campagna elettorale presenterò la riforma"...

Studenti lavoratori L’università non aiuta
30/04/2009

Sezione: Primo piano
Giovedì 30-04-2009 09:02 Data articolo: 29-04-2009
Studenti lavoratori
L’università non aiuta
FREQUENZA ALLE LEZIONI

Ho vent’anni e studio Scienze Politiche a Milano. Non dico apposta il nome dell’università, perché il problema che sto per descrivere riguarda un po’ tutti gli atenei. Nulla da dire, in termini di organizzazione. La segreteria è efficiente i terminali informatici funzionano. Insomma, passato lo smarrimento delle prime settimane, nella burocrazia universitaria ci si muove con una certa agilità.
Quel che proprio non riesco a capire, è il motivo per cui le università (non parlo in particolare della mia, ho raccolto i pareri anche di qualche amico che studia in altri atenei e in altre facoltà) non debbano favorire chi affianca un lavoro (qualsiasi esso sia) allo studio. Non è forse un punto di merito, studiare e contemporaneamente lavorare' Credo di sì.
Personalmente, non avrei bisogno di lavorare, nel senso che per mia fortuna ho alle spalle una famiglia che può permettersi di pagarmi gli studi senza che io debba contribuire. Da qualche mese però ho voluto iniziare ad affiancare mio padre in quella che probabilmente sarà la mia attività in futuro. E, con grande sorpresa, ho scoperto che in diversi esami i “non frequentanti”, ossia coloro che si presentano all’esame senza aver seguito il corso, devono portare almeno un libro in più rispetto ai frequentanti. Questo sistema ovviamente invoglia gli studenti a seguire le lezioni, ma secondo me penalizza eccessivamente chi affianca allo studio un’altra attività. Anche perché seguire le lezioni non è necessariamente sinonimo di buona volontà: conosco, infatti, studenti che si “parcheggiano” sui banchi a lezione, solo perché non hanno altro da fare. Una volta, quando l’80% degli universitari studiava e lavorava per necessità, nessuno (almeno così immagino) si sognava di penalizzare i non frequentanti. Oggi invece l’università è diventata un secondo liceo, dove si dà per scontato che i ragazzi possano seguire le lezioni dalla mattina alla sera.
Lettera firmata...

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